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Mamiya Leaf presenta i nuovi dorsi ad ampio spettro Credo WS 80 e Credo WS 60

Written By Unknown on Kamis, 02 Mei 2013 | 21.12

Mamiya Leaf presenta i nuovi dorsi ad ampio spettro Credo WS 80 e Credo WS 60

"Mamiya Leaf ha annunciato l'arrivo sul mercato di due nuovi dorsi digitali in grado di catturare un'ampio spettro di frequenze compreso l'infrarosso"

Tra i prodotti del mercato fotografico divenuti ormai di nicchia si possono tranquillamente annoverare le fotocamere medio formato ed i relativi dorsi; prezzi proibitivi ed il continuo incremento delle potenzialità delle moderne DSLR full frame hanno infatti frenato un segmento fino a qualche anno fa decisamente più ampio. Uno dei maggiori attori del mercato, Mamiya Leaf, ha recentemente presentato due nuovi dorsi medio formato: Credo WS 80 e Credo WS 60.

Si tratta in realtà di versioni modificate dei classici modelli appartenenti alla gamma Credo; la serie WS indica come suggerisce l'acronimo (Wide Spectrum) la capacità dei due dorsi di acquisire informazioni su frequenze dello spettro solitamente non catturate.

Tramite la sostituzione del filtro cutoff IR con un vetro di protezione e la debita regolazione della posizione del sensore lo spettro di acquisizione dei dorsi è stato ampliato permettendo l'acquisizione di frequenze appartenenti al campo IR (~700nm). Sarà ovviamente possibile montare il filtro cutoff IR sull'ottica in maniera tale da poter anche acquisire immagini dalla più tradizionale gamma cromatica, oltre che convertire Credo 80 e Credo 60 nella nuova gamma WS. Ancora nessun annuncio per quanto riguarda invece prezzi e disponibilità.


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Rapporto Ustr sulla pirateria: continue sfide in Brasile, Italia e Russia

L'Ustr (ovvero Office of the United States Trade Representative) ha pubblicato il rapporto 301 sulla pirateria informatica fra le varie nazioni nel mondo, con particolare riferimento al mondo online,. L'ufficio si occupa della tutela delle proprietà intellettuali americane nelle varie nazioni del mondo. Secondo il rapporto di quest'anno, la Russia rimane la nazione con il livello più alto di pirateria di contenuti videoludici.

Nel rapporto si identificano alcuni focolai particolarmente a rischio, ovvero il continuo deterioramento delle proprietà intelettuali, la continua crescita della pirateria in Ucraina, il problema crescente di appropriazione indebita di segreti commerciali che si verifica in Cina, oltre che le continue sfide che permangono in nazioni importanti come Brasile, Italia e Russia.

Il nostro paese non si trova nella lista delle priorità, della quale invece l'Ucraina occupa la prima posizione. Tuttavia, ci troviamo nella lista delle nazioni tenute sotto osservazione, della quale invece fanno parte ben poche altre nazioni europee (nello specifico: Bielorussia, Bulgaria, Finlandia, Grecia e Romania).

"Nel 2013 l'Italia resta nella Watch List", leggiamo nel rapporto. "La pirateria su internet rimane un fenomeno molto importante in Italia, visto che numerosi produttori segnalano che l'Italia presenta uno dei tasssi di pirateria online più alti del mondo. Mentre l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha compiuto evidenti progressi nel 2011 e nella parte iniziale del 2012 nel progetto di regolamentazione del settore, da quel momento in avanti si è verificato uno stallo. Di conseguenza, i titolari di diritti devono affrontare gravi sfide nella lotta contro la pirateria su Internet in Italia. Gli Stati Uniti sottolineano l'importanza di adottare misure per finalizzare e attuare le norme imposte dall'Agcom al fine di creare un meccanismo efficace contro tutti i tipi di pirateria su Internet".

"Gli Stati Uniti, inoltre, continuano ad essere preoccupati per i rapporti del Garante per la protezione dei dati personali italiano sul monitoraggio delle reti peer-to-peer. Incoraggiano ad adottare ulteriori misure per ridurre significativamente i ritardi nel deposito delle sentenze sulle proprietà intellettuali nei tribunali italiani e per garantire che i casi giungano a condanna definitiva".

L'Ustr si auspica una collaborazione duratura tra istituzioni statunitensi e italiane proprio nel tentativo di combattere la pirateria attraverso i circuiti online. Si attende anche la collaborazione delle commissioni parlamentari di inchiesta, visto che il loro apporto potrebbe rappresentare un'importante occasione per affermare l'importanza di una forte protezione della proprietà intellettuale in Italia.

Il rapporto 301, dunque, fotografa una situazione che per il 2013 non promette di essere molto diversa rispetto agli anni scorsi se non per il leggero peggioramento che abbiamo visto nei precedenti paragrafi, che potrebbe dipendere dalla flessione economica che attraversa il nostro paese e dalla conseguente riduzione del potere d'acquisto.

Sappiamo bene, purtroppo, che la pirateria in Italia incide soprattutto sul mondo del gaming PC, il che ha portato a un progressivo disinteresse da parte dei produttori videoludici stranieri nella commercializzazione e nella promozione dei videogiochi per PC in Italia.


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Windows 8 a 3,84% cresce meno del previsto, colpa anche della situazione di mercato?

Come di consueto NetApplications ha reso disponibili i dati relativi alla distribuzione dei differenti sistemi operativi installati sui PC, e la a rilevazione avviene utilizzando le informazioni raccolte dai sistemi connessi alla rete.Il primo dato messo in evidenza dal report di questo mese riguarda il rallentamento nella crescita di Windows 8: l'ultimo sistema di casa Microsoft viene tenuto sotto stretta osservazione, e spesso è messo a confronto con il predecessore Windows 7.

Nel mese scorso Windows 8 ha raggiunto la percentuale di 3,84% crescendo quindi di poco meno di un punto percentuale e ciò rappresenta un rallentamento rispetto ai mesi precedenti. Anche la percentuale di Vista cala dello 0,24% mentre quella di Windows 7 cala dello 0,01% su un totale del 44,72%.

Alcuni analisti evidenziano come Windows 8 nei primi mesi sia cresciuto meno rispetto a Windows 7, e per taluni Windows 7 viene identificato come il nuovo Windows XP, un sistema operativo che ha resistito sul mercato per 12 anni. Riteniamo però che i numeri di NetApplication debbano essere valutati in modo più completo, anche in relazione ai dati relativi agli importanti cali di vendita del mercato PC: il calo segnalato per il primo trimestre è superiore al 10%.

Questa situazione è dovuta alla costante crescita nelle vendite di smartphone e tablet, tipologie di prodotti che stanno da tempo catturando l'interesse dei consumatori non più così attratti dai tradizionali PC. A questo bisogna affiancare anche la forte contrazione nelle vendite di netbook, tipologia di prodotti che è destinata ad una rapida e completa uscita dal mercato secondo le più recenti statistiche. Un approfondimento sulle vendite del mercato dei PC registrato nei primi 3 mesi del 2013 è disponibile a questo indirizzo.


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uTorrent

scheda aggiornata 41 minuti fa

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µTorrent è un client per reti P2P basate sul protocollo BitTorrent. Progettato per avere un impatto minimo sulle prestazioni del sistema su cui viene installato, questo software riesce ad offrire in meno di 300Kbyte le stesse funzionalità di altri client torrent più pesanti come BitComet o Vuze.

Il software può essere utilizzato per scaricare e condividere file di vario tipo ed offre la possibilità interrompere e riesumare i file in download in un secondo momento. Il programma è stato sviluppato in C++ ed è rilasciato gratuitamente con licenza closed source.


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Grand Theft Auto V: il nuovo trailer di gameplay

Written By Unknown on Rabu, 01 Mei 2013 | 21.12

Per la terza volta Rockstar Games concede ai fan uno sguardo dettagliato sul nuovo Grand Theft Auto, la cui uscita rimane prevista per il prossimo 17 settembre. Il nuovo trailer si concentra sui tre protagonisti di Gta V: Michael, Franklin e Trevor, con una prospettiva differente per ognuno di loro.

Il nuovo episodio di Gta è ambientato nella città di Los Santos (già presente in GTA San Andreas) e nelle zone limitrofe, comprese le colline, alcune aree di campagna e le immancabili spiagge. Gta V introdurrà diverse nuove meccaniche di gioco come le rapine in banca, le missioni dinamiche e il gameplay sott'acqua.

Per la prima volta nella serie si potrà giocare con personaggi diversi all'interno dello stesso gioco. I personaggi giocabili, infatti, saranno tre e si potrà passare da uno all'altro "quasi in qualunque momento". Ogni protagonista sarà dotato di proprie abilità specifiche e di una storyline personalizzata, che peraltro mostrerà numerosi punti di contatto con le altre. I protagonisti avranno inoltre modo di collaborare nel corso delle missioni.

Il comparto tecnico è stato enormemente migliorato, soprattutto per quanto riguarda l'illuminazione, gli shader, la linea dell'orizzonte e i veicoli saranno più numerosi rispetto a tutti i capitoli precedenti. Se GTA: San Andreas si concentrava sulle lotte intestine tra clan, GTA V cerca invece di cogliere e riassumere la "cultura contemporanea di Los Angeles".

Gli ultimi 10 screenshot di Gta V rilasciati da Rockstar sono disponibili a questo indirizzo.


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Donna in fin di vita dopo maratona di gioco da 40 ore

Una ragazza di 20 anni è quasi morta dopo aver giocato per 40 ore consecutive a un gioco online. Secondo i report, è rimasta sempre seduta per tutte le 40 ore senza prendere pause dal gioco.

Conosciuta con il nickname di Xiao Han, la donna ha lamentato dolori alle gambe e per questo è stata prontamente portata in un ospedale della provincia del Fujian, che si trova nel sud est della Cina, lungo la costa. I medici le hanno diagnosticato la Trombosi venosa profonda (Tvp).

Questo tipo di trombosi, che riguarda l'ostruzione della circolazione venosa di un arto, generalmente può verificarsi nel caso si affrontino lunghi voli. In queste circostanze può colpire uno degli arti inferiori, ma può anche provocare il distacco del trombo e migrare verso il circolo polmonare, causando mancanza di respiro, stati di shock e, infine, insufficienza cardiaca.

Xiao Han è stata sottoposta ad intervento chirurgico e ha ricevuto dei farmaci, ma adesso è fuori pericolo. I rapporti non chiariscono a quale videogioco stesse giocando ma, come detto, pare che non si sia mai staccata dal computer per tutte le 40 ore.

Non è la prima volta che si apprende di casi di Tvp in associazione a lunghe maratone di gioco. Lo scorso anno, ad esempio, un uomo è morto in un internet cafè di Taiwan proprio dopo una lunga sessione di gioco. Quel fatto mise in risalto la necessità di fare informazione su questo aspetto, ovvero sull'importanza di prendersi delle pause lungo la sessione di gioco.

La dipendenza dai videogiochi è diventata un motivo di grande preoccupazione in diversi paesi. In Asia, ad esempio, alcuni governi hanno preso delle misure restrittive per arginare il problema, dotando i centri medici delle risorse adeguate per affrontare questo tipo di dipendenza. La soluzione più semplice per evitare la Tvp è comunque sempre quella di non rimanere in una posizione stazionaria per troppo tempo.

Fonte: Kotaku


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Nuovi Chromebook di fascia alta e notebook con Android

Abbiamo più volte parlato dello scarso successo raccolto dai Chromebook e ci siamo occupati in diverse occasioni anche del sistema operativo Chrome OS che viene installato su tali soluzioni, ma lo scarso interesse del pubblico pare non scoraggiare i produttori. Infatti Acer, Asus, HP e Samsung stanno lavorando a nuovi Chromebook dimostrando in un certo senso di credere in tale progetto.

Al momento Acer e Samsung hanno già presentato soluzioni Chromebook, mentre Asus e HP sono delle new entry in questa nicchia del settore. Non si hanno per ora dettagli tecnici sui vari Chromebook in fase di sviluppo fatta eccezione per il modello Acer: sarà dotato di Retina Display da 11,6 pollici e verrà proposto come soluzione di alta gamma in concorrenza con il Chromebook Pixel.

Acer, Asus e HP sarebbero però al lavoro anche su altri prodotti del tutto innovativi: si parla di Androidbooks, quindi di soluzioni il cui formato potrebbe essere clamshell, convertibile o altro e al cui interno sarebbe installato Android come sistema operativo. Per questi prodotti il costo si aggirerebbe sui $200 e al loro interno saranno installati i nuovi Atom Low Cost di Intel. La scelta di installare Android e non Windows 8 pare sia stata dettata da motivazioni legate al costo delle licenze Microsoft come riportato in questa intervista da Dadi Perlmutter - Intel Chief Product Officer.

Ci potrebbe quindi essere un mercato popolato di prodotti a basso costo in sostituzione dei netbook? Forse, anche se le potenzialità di Android rispetto ai primi esempi di netbook basati su Linux sono ben superiori. Inoltre, trattandosi di Android si potrebbe già accedere a una quantità di app e servizi già oggi sfruttati su smartphone, phatblet e tablet.


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Basemark X, un benchmark che mette a dura prova qualsiasi smartphone o tablet

Basemark X, diventato disponibile nella versione 1.0 lo scorso 9 aprile, è un benchmark che ha conquistato le luci della ribalta perché decisamente esigente. Qualsiasi smartphone o tablet, infatti, fatica a superare i 10 fps in questo test, proprio per l'utilizzo di avanzate tecniche di rendering, che solitamente vengono impiegate solo sui PC più performanti.

RightWare Basemark X

Questo strumento è stato pensato per confrontare dispositivi basati su sistemi operativi differenti, come iOS, Android e Windows Phone. Secondo la software house che lo ha realizzato, RightWare, Basemark X è stato vagliato dai più importanti produttori di dispositivi mobile del mondo.

I carichi di lavoro per la GPU sono stati progettati in modo da essere simili a quelli richiesti dai giochi tridimensionali di oggi e del futuro, sfruttando quindi tutta la capacità elaborativa dei dispositivi. Il risultato è che questi ultimi vengono sottoposti a uno sforzo impressionante, decisamente maggiore rispetto ai precedenti benchmark OpenGL ES 2.0.

Le immagini di Basemark X comprendono pertanto alcuni elementi grafici che solitamente troviamo nei videogiochi più complessi, come la massiccia presenza di effetti particellari, effetti di luce di qualità e post-processing avanzato. Questo rende Basemark X un punto di riferimento professionale, anche perché è l'unico strumento di benchmarking per smartphone e tablet costruito su un motore grafico reale, impiegato ovvero in veri e propri videogiochi, e cioè Unity 4.

Il benchmark fornisce due distinti punteggi che sono determinati in seguito a una serie di test che vengono eseguiti a due diverse risoluzioni. Il primo punteggio, contrassegnato con la dicitura On-screen, viene determinato mentre le immagini vengono renderizzate alla risoluzione nativa del dispositivo, e quindi non va a cogliere l'intero potenziale della GPU.

Il secondo punteggio, Off-screen, viene elaborato sulla base di test eseguiti alla risoluzione standard di 720p. Serve per misurare le performance grezze del dispositivo, indipendentemente dalla sua risoluzione nativa. Chiaramente è il punteggio On-screen quello di maggiore rilievo per i videogiocatori, perché restituisce una misura che si lega direttamente a quella che è poi l'esperienza di gioco effettiva.

 

Risultato Benchmark On-Screen

(risoluzione nativa)

Risultato Benchmark Off-Screen

(1280x720 pixel)

Samsung Galaxy S 4

9.247

8.760

HTC One

8.181

7.575

HTC One X+

7.170

3.581

Sony Xperia Z

7.566

6.506

Google Nexus 4

15.656

6.765

Samsung Galaxy S III

4.49

3.207

Samsung Galaxy Note II

4.825

3.719

Apple iPhone 5

12.510

7.360

Apple iPad 4

9.588

11.301

Apple iPad 3

5.741

6.940

Dai test che abbiamo eseguito si può notare come Google Nexus 4 e Apple iPhone 5 siano le migliori soluzioni per giocare, perché hanno risoluzioni native inferiori rispetto agli altri dispositivi (rispettivamente di 1280×768 e di 1136x640). Avere una risoluzione non troppo alta su questo tipo di dispositivi corrisponde a una scelta votata al gaming da parte del produttore, perché consente di avere immagini di gioco fluide e ampiamente godibili. Le risoluzioni di alcuni dispositivi, per esempio Apple iPad 4, non consentono agli sviluppatori di ottimizzare i giochi, con conseguente perdita delle prestazioni, come evidenzia anche il benchmark di RightWare.

In termini di prestazioni, pure, invece, notiamo come ai vertici della classifica si collochino Samsung Galaxy S4 e HTC One, ovvero i terminali con l'hardware più aggiornato oggi in commercio, o in via di fare il loro ingresso sul mercato.

RightWave Basemark X è attualmente disponibile su Google Play Store e su App Store.


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Avast! Free Antivirus

Written By Unknown on Senin, 29 April 2013 | 21.12

scheda aggiornata 2 ore fa

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Avast! Free Antivirus è una soluzione antivirus che fa dell'efficacia e della semplicità d'uso i suoi principali cavalli di battaglia. L'interfaccia utente, completamente rinnovata a partire dalla release 5.0, risulta infatti particolarmente adatta ai meno esperti, ma consente anche un facile accesso alle impostazioni più avanzate.

Per quanto riguarda la sicurezza, l'efficacia dell'engine antivirus di Avast! Free Antivirus è provata dalle certificazioni ICSA Labs e VB100, oltre che dagli interessanti risultati fatti registrare nel corso di alcuni test comparativi messi a punto da laboratori di ricerca indipendenti come AV-Comparatives.org e AV-Test.org.

Sotto il profilo prestazionale, Avast! Free Anvirus utilizza un quantitativo limitato di risorse del sistema e risulta estremamente leggero, pertanto rappresenta una valida soluzione anche per i computer meno potenti. Avast! Free Antivirus è utilizzabile liberamente per fini non commerciali, ma in alternativa sono disponibili a pagamento le due edizioni Avast! Pro Edition e Avast Internet Security; per ulteriori informazioni a riguardo, vi rimandiamo al sito ufficiale di Avast!

Di seguito ecco l'elenco delle principali caratteristiche tecniche del software:

  • Kernel antivirus
  • Motore di scansione euristico
  • Aggiornamenti automatici
  • AntiRootkit integrato in realtime
  • Protezione completa del sistema da malware e spyware
  • Protezione web
  • Protezione e-mail
  • Protezione P2P
  • Protezione instant messaging
  • Virus Cleaner integrato
  • Emulatore PUP (programmi potenzialmente indesiderati)
  • Modalità di gioco silenziosa
  • Supporto Sistemi Operativi a 64 bit
  • Supporto Windows 7

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Ottimizzazione dei siti per smartphone e tablet tramite CSS3

Chi sviluppa frontend per siti Web, da qualche anno a questa parte, ha avuto non pochi grattacapi per supportare correttamente i browser per smartphone e tablet. Sono state escogitate diverse soluzioni per offrire una buona esperienza di navigazione, tra cui la più diffusa è tutt'ora quella di separare il frontend di un sito in due rami distaccati: standard e mobile. Tipicamente, infatti, molti designers hanno sviluppato due versioni separate del frontend, con URL differenti se non addirittura il domain name. Un esempio classico sono i siti con URL "www.example.com/m/contenuto", oppure "m.example.com/contenuto", oppure ancora "www.example.com/contenuto?mobile=1".

Il meccanismo prevede che l'utente, raggiungendo il sito principale, venga redirezionato sul sito mobile se si verificano certe condizioni (User Agent / Risoluzione schermo), e il meccanismo può essere implementato lato server, tramite JavaScript, oppure con una combinazione dei due. Di solito viene piazzato anche un link "Passa alla versione classica del sito", nel footer di ogni pagina, per lasciare all'utente la possibilità di scegliere il sito principale.

Questo metodo funziona, anche con device datati (senza supporto CSS3), ma ha alcune controindicazioni:

- Si verifica una duplicazione di contenuti che può penalizzare sui motori di ricerca (anche se questo fatto viene mitigato con opportuni accorgimenti che gli esperti di SEO ormai hanno adottato)

- Si crea un doppio branch nel frontend che potrebbe complicare notevolmente l'iter di sviluppo e manutenzione del sito

- Si creano problemi nel momento in cui gli utenti pubblicano link tramite social network da dispositivi mobili (il link sarà quello alla versione mobile, e chi visita i link da PC si ritrova con un frontend totalmente inadatto al tipo di dispositivo usato)

Una nuova tecnica, si sta diffondendo in questi ultimi tempi e che, almeno sulla carta, punta a risolvere tutti questi problemi: il Responsive Design. Sul Responsive Design si potrebbero scrivere interi libri, per cui non andremo a spulciare ogni possibile implicazione, ma daremo soltanto alcuni spunti iniziali da cui poter proseguire con eventuali approfondimenti. Il principio di base nel RD consiste nel fornire un frontend unico, e quindi un unica URL, per tutti i dispositivi, e lasciare che il client, in base a certe condizioni, selezioni automaticamente lo stile adatto per il tipo di display e di controlli.

Un approccio naif al problema potrebbe essere quello di usare una serie di script in JS che, rilevando la risoluzione della finestra e altri parametri utili (orientamento, versione del browser, ecc…),vadano a modificare dinamicamente il DOM, adattando posizione e stili dei vari elementi per la dimensione corrente della finestra / schermo. Questo metodo ha il vantaggio di girare anche su browser abbastanza datati, purchè siano in grado di processare una certa quantità di script in JS. A questo proposito va ricordato come il JS sia abbastanza oneroso da processare, specie su device mobili di una certa data privi di browser aggiornati. Ciò implica che un frontend sviluppato in questo modo sia abbastanza pesante da processare.

Un'altra via è quella di sfruttare alcune delle nuove caratteristiche di CSS3, supportate dai moderni browser come IE9 e IE10 (comprese le versioni per Windows Phone 7.5 e Windows Phone 8), le ultime versioni di Firefox e Opera, e tutti quelli basati su Webkit, come Safari, Chrome e Android Browser: le Media Queries.

Probabilmente conoscete, e magari avete già usato estensivamente, gli stylesheet alternativi in una pagina HTML. Per chi non ne fosse al corrente, ogni pagina HTML può avere associati diversi fogli di stile CSS, in questo modo:


<link rel="stylesheet" type="text/css" href="default.css"
media="screen" />

<link rel="stylesheet" type="text/css" href="print.css"
media="print" />


 

In questo esempio, abbiamo lo stile "default.css" che viene applicato alla pagina quando viene visualizzata a schermo, mentre lo stile "print.css" viene usato per la stampa. Solitamente in stampa vengono eliminati i colori di background, le sidebar, e altri elementi non indispensabili per la fruizione del contenuto principale, per cui alcune regole CSS avranno delle differenze grafiche, e interi "div" potrebbero venire nascosti.


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