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Canon EOS 7D Mk II, i primi scatti

Written By Unknown on Kamis, 18 September 2014 | 21.12

Abbiamo avuto modo di provare, nel corso della presentazione alla stampa tenuta a Photokina 2014, la nuova, attesissima Canon EOS 7D Mark II.

La macchina non ha bisogno di presentazioni: si tratta della top di gamma Canon tra i modelli APS-C, e come tale offre prestazioni tali da destare l'interesse di molti appassionati di fotografia sportiva e naturalistica, per i quali l'acquisto di un corpo EOS 1D non sarebbe giustificato.

La buona notizia è che, con la EOS 7D Mk II, si ha effettivamente la sensazione di avere tra le mani una piccola EOS 1. Non per la struttura del corpo macchina, che la 7D MK II condivide ovviamente con tutti i corpi non EOS 1 (con ghiera dei programmi a sinistra e i consueti controlli fotografici distribuiti tra pulsante di scatto, display superiore e dorso).


Immagine originale e crop a 100% - EOS 7D Mark II, 18-135mm @135mm, f/5,6, 1/1000 sec, 250 ISO. Immagini JPEG catturate con esemplare non definitivo.

Le analogie con l'ammiraglia emergono durante l'uso. La cadenza di scatto, innanzitutto, 10 fps, è qualcosa che non si è mai vista su una reflex di questa fascia di prezzo. Ma, soprattutto, è la durata della raffica a fare la differenza: come le EOS 1D, infatti, e come la Precedente 7D, anche la 7D Mark II utilizza due processori d'immagine (in questo caso due DIGIC 6), che le consentono, secondo Canon, di mantenere i 10 fps per un numero infinito di JPEG o 31 RAW in presenza di schede di memoria UDMA7.

Non abbiamo naturalmente ancora avuto modo di verificare questi dati, ma abbiamo provato a scattare in RAW+JPEG e possiamo dire che la durata della raffica non è mai apparsa un limite. E questo è un grande vantaggio che la 7D Mark II ha su molti altri modelli - soprattutto mirrorless - che vantano magari una cadenza di scatto superiore ma sostenibile per pochissimi fotogrammi, e quindi, di fatto meno utile.


Una schermata catturata con il software Canon DPP mostra i punti AF attivi.

Dobbiamo poi elogiare, in questo contesto, anche l'ampio mirino ottico (ingrandimento 1x, copertura del 100% del campo inquadrato) che, nello scatto continuo ad alta velocità, fa la differenza: per quanto i mirini elettronici delle mirrorless siano diventando sempre più performanti, la capacità di seguire il soggetto che assicura un (buon) mirino ottico resta a nostro avviso impareggiabile.
Un altro punto a favore della 7D Mark II è il sistema autofocus a 65 punti, tutti a croce; considerando che la funzione di AF tracking è garantita dallo stesso AI Servo AF III della EOS 1D X, possiamo sicuramente parlare del sistema AF più evoluto oggi disponibile su un prodotto Canon (e non solo).

Funzionalmente, esistono delle differenze tra questo sistema AF e quello a 61 punti delle EOS 5D Mark III e EOS 1D X. Canon ha infatti deciso di "tagliarlo" più a misura di fotografo amatoriale, così in modalità AI Servo e selezione automatica su 65 punti, non si ha a disposizione un punto singolo da utilizzare per agganciare con precisione un soggetto che poi verrà seguito dalla fotocamera - con la 7D Mk II, la selezione è esclusivamente automatica.

Questo, però, non verrà a nostro avviso percepito come un limite, dato che l'automatismo funziona egregiamente e dato che sono disponibili, oltre alla selezione automatica su tutti i punti, due modalità a selezione automatica su un gruppo ridotto di punti e le stesse modalità manuali della 1D X (punto singolo, spot, espansione 4 punti, espansione 8 punti).                

Sempre a proposito di selezione dei punti AF, fa la sua comparsa sulla 7D Mark II, intorno al "joystick" posteriore (multi-controller), una ghiera concentrica che consente di scorrere tra le varie modalità disponibili. Veloce e pratica, sostituisce la pressione simultanea dei pulsanti di selezione del punto AF e Mn.Fn.

Infine, utilizzando la stessa tecnologia Dual Pixel della EOS 70D, anche la messa a fuoco in modalità Live View è molto rapida, a sensazione ancora più rapida di quanto visto sulla 70D. Insomma, le prestazioni ci sono eccome. Se gli esemplari con firmware definitivo confermeranno anche buona qualità d'immagine, sarà un best-seller.


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Rilasciato l'aggiornamento 10.9.5 per Mac OS X Mavericks

Nel corso della giornata di ieri Apple ha rilasciato un nuovo aggiornamento per Mac OS X 10.9 Mavericks, che include la versione 7.0.6 di Safari e che risolve alcuni problemi di affidabilità per le reti VPN e per l'accesso ai file da server SMB.

L'aggiornamento 10.9.5 viene reso pubblico a circa un mese e mezzo dalla circolazione delle prime versioni beta. Come accennato poco sopra, l'aggiornamento migliora l'affidabilità delle connessioni VPN che fanno uso di Smart Card USB come strumento di identificazione.

Safari 7.0.6 è già stato rilasciato durante il mese di agosto come aggiornament singolo e include una patch che risolve una vulnerabilità di WebKit che permette la terminazione di codice arbitrario dopo che un utente visita un sito web appositamente creato per compromettere il sistema.

L'aggiornamento include inoltre anche alcune migliorie destinati agli utenti enterprise, in particolare risolve un problema nei grandi gruppi di rete che poteva impedire l'esecuzione di alcune attività di amministratore e migliora alcuni aspetti di autenticazione sulle reti 802.11x con EAP-TLS.

L'aggiornamento è come di consueto disponibile tramite la funzione aggiornamento software di Mac App Store. Dato l'imminente rilascio - gratuito - di Mac OS X 10.10 "Yosemite", è fortemente probabile che Mac OS X 10.9.5 sarà se non l'ultimo, uno degli ultimissimi aggiornamenti di mantenimento dedicati a Mavericks.


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F1 2014: tutte le 'novità' di quest'anno

La stagione 2014 di Formula 1, come i fan sanno bene, è una delle più drastiche di sempre in termini di cambiamenti al regolamento. L'introduzione dei motori ibridi, del turbo, di significative novità in termini di aerodinamica, dell'ERS, di nuovi dispositivi elettronici per la gestione della frenata, dei limiti al consumo di carburante, ha infatti modificato significativamente gli equilibri in campo e interferito pesantemente anche sul modello di guida delle monoposto.

Tutti questi elementi, insomma, hanno spinto i fan dei giochi di Formula 1 di Codemasters ad attendersi succose novità per il nuovo gioco della serie, il cui rilascio è previsto per ottobre. Invece, e lo diciamo subito, di cambiamenti ce ne sono ben pochi: abbiamo un veloce restyling della componente audio e qualche scarsa novità sul modello di guida, ma si ha la sensazione che si tratti di piccole aggiunte che vanno ad inserirsi all'interno di un'infrastruttura generale che offre ancora forti motivi di perplessità e che purtroppo non si è evoluta in maniera consistente fin dalla sua originaria introduzione, risalente al 2009.

Nella realtà, tutte queste novità tecniche hanno portato a una principale conseguenza sulla guida delle monoposto: i piloti, infatti, devono fare i conti con una minore downforce. Si tratta dell'effetto aerodinamico generato dalla conformazione del telaio delle vetture e da altri elementi fisici, sfruttato in Formula 1 quando i veicoli raggiungono velocità elevate per garantire l'aderenza al suolo dello pneumatico. La deportanza ridotta comporta una diminuzione dell'aderenza in alcuni punti topici dei tracciati.

Per simulare questo effetto Codemasters ha modificato la gestione dell'accelerazione e il comportamento delle vetture quando affrontano curve lente e repentini cambi di direzione. Togliendo l'aiuto del controllo di trazione, infatti, si ha effettivamente un comportamento leggermente più imprevedibile dell'auto, di cui si può perdere il controllo se si accelera troppo bruscamente o se si percorre una curva a una velocità eccessiva. In questi casi occorre parzializzare accuratamente l'accelerazione e gestire con precisione i cambi di direzione più bruschi.

La simulazione del minore carico aerodinamico di quest'anno, dunque, da una parte sembra semplicemente uno script in più aggiunto a un sistema per altri versi già ampiamente collaudato, dall'altra produce, finalmente, nuovi tipi di reazione delle monoposto e più imprevedibilità, con un certo effetto di slittamento nei lunghi curvoni e nei repentini cambi di direzione. Codemasters, insomma, ha approfittato dei cambiamenti al regolamento per rendere la guida più difficile e più imprevedibile.

Detto questo, si ha la forte sensazione che sia uno script incollato su un sistema che già viveva di vita propria. Inoltre, F1 2014 dà sempre ottime chance di correzione, come succede nei giochi in stile Gran Turismo, in cui il giocatore può sempre, o quasi, rimediare ai propri errori. Ancora, se si controsterza per tempo, si hanno sempre ottime possibilità di ridurre la perdita di tempo sul giro.

Il problema della ridotta downforce, inoltre, non si può risolvere del tutto abilitando il controllo di trazione, perché il pilota risente di effetti negativi anche nel caso di percorrenza di lunghe curve ad alta velocità. Insomma, si ha comunque la sensazione che qualcosina sia cambiato rispetto ai precedenti F1.

D'altronde, dopo diverse prove su tanti circuiti, abbiamo notato come il controllo di trazione sia più o meno efficace a seconda delle circostanze: per esempio, a Silverstone e nel nuovo circuito russo di Sochi è molto ben presente, mentre a Spielberg, in Austria, anche abilitando il controllo di trazione si ha sempre una macchina molto nervosa, il tutto a parità di settaggio aerodinamico e meccanico.

È chiaro che quella che abbiamo provato in questi giorni è solamente una beta, per cui Codemasters sta ancora lavorando per rifinire certi equilibri. Ad esempio, non era ancora abilitato il degrado degli pneumatici per quanto, curiosamente, questa lacuna non è indicata nella lista dei "problemi noti" che lo sviluppatore britannico ci ha inviato prima di inoltrarci la beta.


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Amazon annuncia Kindle Fire HDX 8.9 e Kindle Fire HD 6, a partire da 99 euro

Non è passato poi molto dall'annuncio del primo smartphone Amazon, il noto Fire Phone, ma nel corso della giornata di ieri Amazon ha riservato ai propri utenti altri due importanti annunci. Si tratta dei nuovi tablet che caratterizzeranno il portfolio del produttore per i mesi a venire, che includono il "più potente di sempre" e anche il più economico di sempre.

Partiamo da quello che si andrà ad insediare nella fascia alta dei prodotti Amazon; si tratta di Fire HDX 8.9, un tablet che assomiglia molto nelle fattezze al modello dello scorso anno ma che porta diverse novità per quanto riguarda la componentistica interna. Una su tutte riguarda il processore, uno Snapdragon 850 quad-core di ultima generazione, dotato di GPU Adreno 420), apparentemente il primo tablet a essere dotato di un simile processore.

Un'altra novità è data dall'utilizzo del sistema stereo Dolby Atmos che permette di ottenere un suono pulito e preciso nonostante una potenza doppia rispetto a quanto possibile ottenere con un iPad. Il tablet monta lo stesso display da 8,9 pollici di diagonale e risoluzione 2560x1600 del suo predecessore. Il prezzo della soluzione sarà di 379 euro per la versione con taglio di memoria da 16 GB, solo WiFi e con contenuti pubblicitari. Per la soluzione top, con 64GB di memoria, senza contenuti pubblicitari e con connettività LTE il prezzo sale a 594 euro. Il tablet sarà disponibile in tutte le sue versioni a partire dal 4 novembre.

La versione economica del tablet è invece quella che prende il nome di Kindle Fire HD 6, si tratta di un dispositivo con display da 6 pollici di diagonale e risoluzione 1280x800 pixel. Il processore è un quad-core da 1,5 GHz e nella parte posteriore troviamo una fotocamera da 2 megapixel. Si tratta di una soluzione entry-level che offre 8 GB di memoria nella sua versione più economica.

Molto vicino alle esigenze dei più giovani HD 6 sarà disponibile in 5 diversi colori e due tagli di memoria. In questo caso si passa da una versione con memoria da 8 GB e contenuti pubblicitari del prezzo di 99 euro a una con 16 GB di memoria senza pubblicità che costerà 134 euro. La disponibilità per tutte le versioni in colorazione nera è prevista per il 16 ottobre, mentre per le altre colorazioni bisognerà attendere il 21 dello stesso mese.


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ICQ

Written By Unknown on Rabu, 17 September 2014 | 21.12

scheda aggiornata 1 ora fa

Instant messenger estremamente completo. Alla tradizionali funzioni di invio e ricezione messaggi o files. si affinca la possibilità di instaurare un contatto in chat privata con un proprio contatto. Sono state introdotte innovative funzioni per la gestione della telefonia basata su protocollo IP. E' inoltre possibile inviare sms a telefoni cellulari. L'interfaccia grafica è semplice, intuitiva e può essere ottimizzata in due versioni: semplice (a disposizione le funzioni base) o avanzata (adatta ad utenti un pò più esperti.


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Da Thecus i primi NAS con Windows Storage Server 2012 R2 Essential

E' Thecus la prima azienda ad annuciare soluzioni NAS basate su sistema operativo Windows Storage Server 2012 R2 Essentials, la proposta Microsoft per la gestione efficiente di sistemi NAS destinati principalmente all'utilizzo nelle piccole e medie imprese.

A partire dal mese di Ottobre i dispositivi Thecus W2000 (2 cassettini per hard disk da 3 pollici e 1/2), W4000 (4 cassettini) e W5000 (5 cassettini) saranno proposti in abbinamento al sistema operativo Microsoft. La sua presenza permetterà di facilitare l'integrazione sul NAS di applicazioni e servizi Microsoft basati su cloud, comeMicrosoft Office 365 e Microsoft Azure.

Peter Han, Vice President of Worldwide OEM Marketing di Microsoft, ha dichiarato che "il software Windows Storage Server 2012 R2 Essentials permette alle PMI di proteggere, centralizzare, organizzare e consultare i propri dati utilizzando quasi qualsiasi tipo di dispositivo. Riteniamo che la disponibilità del nostro software sui NAS di Thecus costituirà un'eccellente soluzione per tutte quelle piccole imprese che hanno la necessità di proteggere i dati ottimizzando al contempo le loro risorse attraverso un'offerta ibrida, on premise e connessa alla cloud."

Proposte di questo tipo, nell'ottica di Thecus, mirano ad offrire alle piccole e medie imprese soluzioni di storage locale che possano venir facilmente adattate anche ad utilizzi in scenari di storage di tipo ibrido, nei quali cioè l'archiviazione in rete locale venga abbinata allo storage cloud. I 3 NAS Thecus W2000, W4000 e W5000 sono basati su piattaforma hardware Intel Atom con doppia porta LAN e un minimo di 2 Gbytes di memoria di sistema.


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Individuato omaggio ad Halo all'interno di Destiny

Destiny è disponibile già da qualche giorno, ciò significa che milioni di giocatori stanno esplorando i suoi mondi, e tra loro c'è sempre qualcuno col pallino della ricerca degli easter egg. E proprio uno di questi giocatori sembra aver trovato un furtivo riferimento ad Halo, l'opera più celebre di Bungie, all'interno del suo ultimo sparatutto.

L'utente SmokingGhost, esplorando i Trenchworks su Marte, ha notato che guardando una torre di comando dalla giusta angolazione, l'edificio assomiglia molto all'iconico casco di Master Chief:

News

Fin dalla pubblicazione di Destiny da parte di Activision, con la proprietà di Halo passata dalle mani di Bungie a quelle di Microsoft, molti si aspettavano di ritrovare omaggi simili da parte dello sviluppatore per il suo primo masterpiece. A voi giudicare quanto sia forzata la segnalazione, per noi l'eccessiva somiglianza è quantomeno sospetta.

Attendiamo l'avvistamento di un Warthog su Venere...


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Glary Utilities

scheda aggiornata 1 ora fa

Glary Utilities integra una serie di strumenti utili alla pulizia, manutenzione e ottimizzazione del proprio PC. Molte operazioni reso possibili da Glary Utilities possono essere compiute anche dagli strumenti standard messi a disposizione dal proprio sistema operativo, ma questo tool rende il tutto più semplice e a portata di mano.


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Da VESA le nuove specifiche DisplayPort 1.3, per schermi oltre il 4K

Written By Unknown on Selasa, 16 September 2014 | 21.12

Nuove specifiche DisplayPort quelle annunciate da VESA, grazie alle quali verrà facilitato l'utilizzo di display dalla risoluzione estremamente elevate. Lo standard DisplayPort 1.3, infatti, introduce pieno supporto con un singolo connettore alla risoluzione 5K, abbinando a questo la possibilità di gestire risoluzione 4K sino a 120Hz.

Le nuove specifiche prevedono un'ampiezza di banda massima teorica pari a 32,4 Gbps, corrispondente ad un +50% rispetto a quanto ottenibile con lo standard DisplayPort 1.2 attualmente utilizzato. Considerando le perdite di banda date dal trasporto del segnale si ottiene una banda di circa 25,9 Gbps a disposizione per il flusso video, adeguata a gestire due flussi 4K a 60 Hz ciascuno oppure un singolo flusso 4K a 120 Hz, oppure in alternativa un singolo flusso per display 5K a 60 Hz.

I pannelli 5K sono ancora molto rari sul mercato ma è ipotizzabile che nel corso dei prossimi mesi possano diventare soluzioni diffuse in alcuni ambiti specifici. Dell ha annunciato nei giorni scorsi uno schermo di questo tipo, capace di una risoluzione di 5.120x2.880 pixel con una diagonale del display pari a 27 pollici. Una risoluzione di questo tipo corrisponde a circa 14,7 milioni di pixels, un incremento di poco inferiore all'80% rispetto a quanto messo a disposizione dai pannelli 4K con risoluzione di 3.840x2.160 pixel.

Le nuove specifiche DisplayPort 1.3 integrano supporto HDCP 2.2 e HDMI 2.0 con CEC, oltre ad operare con il formato pixel 4:2:0. La bandwidth a disposizione non è al momento tale da assicurare corretto funzionamento con risoluzione 8K, quantomeno senza intervenire su frequenza di refresh e profondità colore.

Al pari dei precedenti standard DisplayPort anche quello 1.3 è disponibile gratuitamente, senza alcun tipo di costi di licenza. Al momento attuale non sono ancora stati annunciati prodotti compatibili con queste specifiche.


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Con WattUp la ricarica è wireless e a distanza

Energous promette di mostrare al prossimo CES di Las Vegas una prima implementazione funzionante della propria tecnologia WattUp, tecnologia che permette la ricarica di dispositivi elettronici posizionati a una distanza massima di 4,5 metri. Con WattUp si vuole quindi risolvere il problema della ricarica di smartphone o altri dispositivi wearable in un modo assai versatile: non è necessario collegare un cavo al dispositivo da ricaricare e non è necessario togliere dalla propria tasca lo smartphone per posizionarlo su una specifica superficie.

Le tecnologie di WattUp sfruttano l'energia del segnale a radio frequenza emesso da un dispositivo router. Energia (4W entro 1,5 metri dal router, così riportano le informazioni disponibili online) che viene utilizzata dallo smartphone o altro dispositivo per la propria ricarica. Pare impensabile al momento attuale l'utilizzo di tale tecnologia per ricaricare batterie di grandi dimensioni (ad esempio quella di un notebook), e la stessa Energous intende rivolgersi a dispositivi ben più piccoli.

Il concetto di fondo è che in un locale dove sia presente e attivo un dispositivo di ricarica WattUp, l'energia RF da esso trasmessa verrà utilizzata per la ricarica dei dispositivi che si troveranno nelle vicinanze. All'aumentare della distanza l'energia a disposizione del singolo dispositivo diminuisce, e aumenta quindi il tempo necessario per la ricarica completa.


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